Cercasi volontari per studiare la microgravità stando a letto

Due mesi di buon stipendio. Ma sarà dura, come nello Spazio

L’Agenzia spaziale europea cerca volontari per studiare come il corpo umano reagisce in condizioni di microgravità.

L’Agenzia spaziale europea (European Space Agency, ESA) cerca volontari per una ricerca scientifica che si svolgerà tra il 2021 e il 2022 il cui obiettivo è comprendere come il corpo umano reagisce durante i viaggi spaziali.

Potrebbe sembrare un lavoro molto interessante: restare a letto per sessanta giorni senza far nulla ed essere pagati!

Questo è ciò che viene chiesto a coloro che vogliano aderire a questa proposta allettante.

In realtà due mesi in questa condizione non sono uno scherzo.

Per simulare la situazione di microgravità, i volontari dovranno restare sdraiati in letti particolari, inclinati di circa sei gradi, con piedi posizionati verso l’alto per evitare la stagnazione del sangue.

Un esempio dei letti particolari impiegati da ESA (CNES–Rémi Benoit, 2019)

Non si dovrà far nulla se non rimanere coricati, appoggiando sempre almeno una spalla sul materasso. Il riposo forzato provocherà la medesima perdita di massa muscolare e intorpidimento che capita agli astronauti durante la loro permanenza nello Spazio.

I ricercatori monitoreranno i soggetti effettuando prelievi di sangue e biopsie ossee; testeranno diete alimentari e particolari esercizi fisici per i far restare in buona salute gli astronauti durante i voli spaziali.

La sperimentazione avverrà nella struttura di Planica in Slovenia che, per la sua altitudine di 971 metri, presenta una minor pressione atmosferica, condizione ambientale che facilita la simulazione  dell’ambiente lunare. Nel laboratorio sarà poi possibile variare anche altri parametri come ad esempio il livello di ossigeno.

Altri test saranno eseguiti nella clinica spaziale di Medes, una struttura dell’ESA all’interno dell’ospedale universitario di Tolosa.

Qui i volontari dovranno restare per un certo numero di giorni in “vasche da bagno a secco”, particolari contenitori in cui il corpo rimane uniformemente sospeso per ricreare le condizioni di galleggiamento degli astronauti nella Stazione spaziale internazionale.

Al termine dell’esperimento sarà necessario un periodo di rieducazione per riportare i soggetti alle normali condizioni fisiche, precedenti alla ricerca.

Lo studio si svolgerà sotto la supervisione di Jennifer Ngo-Anh, leader del team che analizza il volo spaziale umano dell’Esa.