Sette campagne in dieci anni per ESA sulla Luna

Imponenti e diversificati i progetti dell’Agenzia spaziale europea per conoscere il nostro satellite e impiantarvi strumenti di rilevazione e comunicazione.

L’Agenzia spaziale europea (European Space Agency, ESA) ha stabilito le attività prioritarie e pianificato le proprie strategie scientifiche per lo studio della Luna a partire da quest’anno fino al 2030. Grazie a recenti missioni e nuove analisi dei campioni lunari recuperati durante il programma Apollo, è emersa infatti l’importanza fondamentale di una maggiore esplorazione del nostro satellite al fine di comprendere le origini e l’evoluzione della Terra, il contesto cosmico dell’emergere della vita sul nostro pianeta e le possibilità future dell’umanità nello Spazio. E’ l’inizio di una nuova era di esplorazione spaziale che vede coinvolti molti attori internazionali e privati che guardano alla Luna come a un’importante futura piattaforma per le ricerche scientifiche in questo ambito.

Per l’ESA, in particolare, le attività scientifiche riguarderanno, oltre  che l’analisi di nuovi campioni provenienti dalla Luna, anche l’individuazione e la caratterizzazione del ghiaccio presente ai poli del satellite e altri elementi volatili lunari intrappolati nel ghiaccio stesso. Saranno impiegati strumenti geofisici per la costruzione di una rete geofisica globale e l’identificazione e la caratterizzazione di potenziali risorse per future esplorazioni. Saranno inoltre dispiegati ricevitori di radioastronomia a lunghezza d’onda lunga  sul lato nascosto della Luna, e verranno studiate la caratterizzazione dell’ambiente lunare nonché quella relativa alla sensibilità biologica a questo ambiente.

Le sette campagne sulla Luna programmate dall’ European Space Agency

Dieci anni e sette campagne: tutti gli esperimenti e gli obiettivi

Queste attività scientifiche di ricerca si caratterizzeranno in sette vere e proprie campagne – che ESA non ha numerato secondo un particolare ordine di importanza – condotte parallelamente.

La numero uno avrà il fine di raccogliere e analizzare nuovi campioni da diverse località della Luna per stabilire un quadro scientifico completo e integrato della storia del nostro satellite e dell’intero sistema solare.

La numero due si occuperà della caratterizzazione di elementi volatili intrappolati dal ghiaccio dei poli lunari, e prevede  misurazioni da condurre ai poli e l’eventuale prelievo di campioni.

Nella campagna numero tre ci si occuperà invece di misurazioni geofisiche del sottosuolo lunare con l’obiettivo di collocare sulla superficie lunare almeno una stazione geofisica. Gli strumenti presenti nella stazione includeranno sismometri, sonde di flusso di calore e retroriflettori laser.

E’ prevista una campagna su plasma, esosfera ed effetti della polvere ambientale, per la quale sarà collocata almeno una stazione di misurazione, per monitorare l’ambiente della superficie lunare. La strumentazione di questa stazione prevede spettrometri di massa, rilevatori di polvere, magnetometri e sensori di campo elettrico.

La campagna numero cinque, “Geologia superficiale vicina, geofisica, mineralogia e geochimica”, mirerà a far arrivare anche strumenti geochimici come un radar per sondare il terreno, strumentazione per misurarne la composizione o la mineralogia.

La numero sei studierà gli effetti biologici e fisiologici dell’ambiente lunare, misurando in loco o al ritorno sulla Terra l’impatto biologico delle radiazioni o della gravità presenti sulla Luna per cercare di ridurre al minimo futuri rischi per l’uomo in seguito al suo atterraggio e alla eventuale lunga permanenza sul satellite terrestre.

Nella numero sette, infine,  ci si occuperà di fisica e astronomia della Luna, e saranno disposti sulla superficie lunare dei catadiottri laser (apparecchi catarifrangenti ovvero dotati di un sistema ottico che sfrutta il fenomeno fisico della riflessione) in posizioni geograficamente disperse e un’antenna radio tripolare sul suo lato nascosto. Tutto ciò al fine di misurare la dinamica naturale dell’ambiente e della polvere lunare per capire se questi fattori possono in qualche modo influenzare futuri telescopi che verranno collocati sulla Luna.

Le missioni previste per ognuna delle campagne prevedono tre fasi: una prima, che ha preso inizio quest’anno, durante la quale vengono preparate, lanciate e fatte allunare le strumentazioni necessarie. Durante la seconda fase, prevista tra circa cinque anni, i precursori robotici arriveranno sulla Luna e procederanno al prelievo dei campioni che poi verranno analizzati sulla Terra. La terza fase è invece prevista per il 2030 e prevede il ritorno dell’uomo sulla Luna.

Rendering artistico dello sbarco sulla Luna programmato per il 2030 © Shutterstock

Tutte queste campagne e relative missioni verranno condotte grazie alla cooperazione internazionale che caratterizza il lavoro dell’Agenzia spaziale europea, e in un qualche modo rappresentano il carattere necessariamente cosmopolita che avrà il futuro villaggio lunare.