La Luna è sempre più lontana per Starliner

Rilevati altri guasti al sistema informatico della navicella di Boeing

Nuovi dati sul parziale insuccesso della missione Starliner conclusasi solamente due giorni dopo il lancio  a causa di un malfunzionamento all’orologio di bordo. Dopo una prima serie di analisi, gli esperti del Comitato per la sicurezza della NASA hanno individuato due ulteriori problemi che mettono nei guai il colosso aerospaziale e aeronautico Boeing, già sotto i riflettori per i software difettosi del modello 737 Max.

Gli esperti della NASA hanno infatti scoperto un bug informatico nel software che controlla la separazione tra il modulo di equipaggio (che ospita gli astronauti) e il modulo di servizio (una parte del veicolo non abitabile, ma che contiene strumentazioni utili allo stesso).

Prima del rientro in atmosfera il modulo di servizio viene staccato e abbandonato perché non più necessario, questa manovra però deve essere perfettamente controllata per evitare ogni tipo di incidente.

Durante la missione di dicembre, gli  ingegneri di Boeing si erano resi conto di questo problema già prima che si cominciassero le manovre di discesa; ricodificando il software da Terra hanno riparato il guasto e permesso un atterraggio senza problemi per la capsula. In caso contrario i due moduli fuori controllo avrebbero potuto collidere l’uno nell’altro, con conseguenze catastrofiche in termini economici e, soprattutto, umani, qualora un equipaggio fosse stato a bordo.

Ben più grave è l’interferenza riscontrata nelle comunicazioni tra la torre di controllo e la navicella.

In seguito all’errore del timer di bordo, i tecnici Boeing hanno tentato di correggere la traiettoria della navicella manualmente, non riuscendoci in tempo utile, con tutte le ripercussioni del caso, quella più grave la prematura interruzione della missione.

La missione Starliner è a rischio per via di una serie di bug informatici

Le cause di queste interferenze però non sono ancora chiare, si presuppone che il problema sia stato  nei ripetitori.

Paul Hill, uno dei membri del Comitato per la sicurezza della NASA, non è stato molto morbido: ha infatti dichiarato che il Comitato “è seriamente preoccupato per le procedure di verifica utilizzate da Boeing”, che ha risposto annunciando l’impegno dei suoi ingegneri per riverificare e correggere i software di volo.

Questo non è bastato a calmare le acque e a riguadagnare la fiducia della NASA che non ha ancora deciso se e quando riprogrammare un secondo test di volo senza equipaggio a bordo per Starliner.

Intanto Elon Musk si gode il successo della sua navicella Dragon2, che probabilmente sarà la prima a trasportare gli  astronauti sulla Stazione spaziale internazionale.

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